BACI RUBATI

BACI RUBATI

Ho ritrovato di tuo uno stick
burro di cacao
quando proprio è necessario
quando diventa urgente scotta brucia
me ne passo un velo
così riesco a sfiorarti le labbra
con un semplice gioco di carambola

è solo fortuna
una gran bella fortuna
che tu non usi il rossetto

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BACI RUBATI II

Tu invece il rossetto lo usi
e io non vedo l’ora che arrivi per farti il caffè
e offrirtelo nella tazzina bianca

poi, dopo che te ne sei andata
è preda delle mie labbra
prensili
ché nulla vada sprecato di quella traccia
di sensi sconvolti che lasci

mi hai spiazzato l’altra sera
una richiesta inattesa
così oggi sono urgenti
assolutamente bianche
anche delle tazze da tè

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IL MUSEO DELLE CERAMICHE

Il guaio è che per poterti offrire un altro caffè
magari solo all’ultimo minuto
ma
la Sacra Tazzina dovrò pur lavarla
cancellare tracce di sensi
per lasciar bianco a segni nuovi

allora
potrei forse darmi al collezionismo
una sterminata fortuna di tazzine bianche
la stanza in cui esporle
in bella mostra
in buon ordine
ciascuna col suo bel cartellino
la data
l’ora
le canzoni che hai cantato

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BACI RUBATI III

Non Mohai né Uomo Uccello
officiante l’eterno rito
dal vaso estrarre celate parole sacre
tue

Sapientemente rigirare legna al fuoco
ben disporla perché meglio
e lentamente arda
ché tutto il fuoco contenuto esprima

E la forza dello spirito che scalda
e vapori che ristorano
e non cedere al deliquio
rimandare infine l’estasi
rinunciarvi infine
combattuto tra l’urgenza di avventarmi al tuo beccuccio
e il timor si palesasse la mia sete

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